COSA FAREMO PER CAMBIARE LA SICILIA
Il nostro programma per le elezioni regionali 2006:
1. daremo finalmente piena attuazione allo Statuto speciale della Regione dopo 60 anni di colpevoli omissioni. Chiederemo il ripristino dell’Alta Corte di Giustizia, toltaci dal governo nazionale con un colpo di mano.
2. introdurremo nei programmi scolastici ogni iniziativa finalizzata alla conoscenza e alla tutela della identità culturale dell’Isola (compreso lo studio della storia e della lingua siciliana), e al suo contributo alla civiltà italiana ed europea.
3. diffonderemo fra i cittadini la cultura della legalità, della lotta alla mafia e agli abusi, anche dotando la pubblica amministrazione di un codice etico e di responsabilità.
4. modificheremo la legge elettorale per introdurre: a) la doppia scheda per le regionali; b) le primarie per la scelta dei candidati ai vertici della Regione, delle Province e dei grossi Comuni; c) la elezione diretta dei presidenti circoscrizionali; il referendum popolare per la sfiducia al sindaco e al presidente di Provincia; la incompatibilità tra deputato regionale e membro di un ente locale.
5. rimetteremo ordine negli Enti locali stabilendo, fra l’altro, di: a) sottrarre alle competenze del sindaco la nomina del segretario dell’Ente; b) conferire maggiori poteri ai Consigli in materia di controllo e indirizzo; c) ripristinare gli organi di controllo sugli atti di Enti e aziende sottoposti alla vigilanza della Regione; d) istituire obbligatoriamente il difensore civico in tutti le Amministrazioni locali.
6. daremo alla Regione una legge per la istituzione di nuove Province, per riconosciute esigenze di crescita di territori omogenei e degradati.
7. renderemo snella, trasparente e più efficiente la struttura burocratica regionale e porremo fine alla triste prassi delle consulenze esterne, esose e spesso inutili.
8. adotteremo una nuova politica di bilancio, che riduca in modo drastico le spese correnti con l’eliminazione di almeno cinquanta leggi inutili o inefficaci. Ridurremo il costo della Regione (che pesa sulle tasche dei cittadini siciliani), eliminando gli enti pubblici inutili, parassitari e clientelari.
9. doteremo la Regione degli indispensabili strumenti di pianificazione e di organizzazione degli assetti territoriali ed economici: piano territoriale, legge urbanistica, piano energetico, piano integrato dei trasporti, piano di protezione civile, piano idrogeologico.
10. vareremo una nuova legge urbanistica che, fra l’altro, trasferisca alle Province regionali il compito di approvare i Piani regolatori generali dei Comuni in tempi brevi e perentori. Attueremo le Aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina, rimaste inoperanti a distanza di vent’anni dalla legge che le ha istituite.
11. riqualificheremo la spesa sanitaria, eliminando gli sperperi, riducendo i poteri discrezionali dei manager e premiando le competenze professionali e non le clientele politiche. Renderemo competitivo il confronto tra sanità pubblica e privata delegata, nel prioritario interesse della salute del cittadino.
12. sosterremo le politiche delle pari opportunità e della famiglia, rompendo la perdurante prassi clientelare per garantire un equo accesso ai servizi pubblici essenziali, soprattutto ai nuclei familiari indigenti, monoreddito e con componenti disabili.
13. promuoveremo la cultura dello sport, per una sana crescita psico-fisica delle nuove generazioni, anche mediante il potenziamento e il pieno utilizzo degli impianti esistenti.
14. vareremo il piano casa per garantire alle famiglie indigenti il diritto all’alloggio pubblico residenziale a costi accessibili e con mutui trentennali garantiti dalla Regione.
15. sosterremo concretamente il tessuto imprenditoriale dell’Isola (agricolo, artigianale, commerciale, industriale, peschereccio e turistico) puntando sulla concertazione, sulla programmazione dello sviluppo, su ricerca e innovazione, sul sostegno e l’orientamento nella internazionalizzazione, su un sistema creditizio responsabile e consapevole, sulla velocizzazione dei processi burocratici, su incentivi e sulla fiscalità compensativa.
16. daremo lotta ad ogni forma di precariato e pieno sostegno alle politiche di inserimento e stabilizzazione dei giovani nel mondo del lavoro, nella formazione, nella ricerca tecnologica, in stretta collaborazione col mondo della scuola e dell’università.
17. condurremo una capillare azione di tutela e salvaguardia del patrimonio artistico, paesaggistico e culturale, ma punteremo anche sulla gestione del ‘bene’, come occasione di sviluppo turistico, col pieno coinvolgimento di tutti gli " attori", pubblici e privati.
18. creeremo una Banca della Sicilia, assieme ai privati, per reinvestire la raccolta del risparmio nell’Isola a favore delle famiglie e delle piccole e medie imprese.
19. promuoveremo politiche per lo sviluppo sostenibile della Sicilia, creando un’economia basata sulla produzione di energia eco-compatibile e di combustibili di origine vegetale.
20. chiederemo la defiscalizzazione dei prodotti petroliferi (estratti dal nostro sottosuolo) per i cittadini residenti nell’Isola. Avvieremo una graduale riconversione del polo petrolchimico, smantellando gli "ecomostri" e garantendo i livelli occupazionali, anche dell’indotto, in attività industriali compatibili.
21. proporremo la realizzazione di un sistema intermodale dei trasporti, e in particolare: a) potenziare la rete ferroviaria; b) completare la rete autostradale e ammodernare quella delle aree interne e montane; c) adeguare gli scali portuali all’accresciuto traffico merci e passeggeri del Mediterraneo; d) realizzare un aeroporto intercontinentale nel cuore dell’Isola, sull’asse Catania-Palermo, al centro di un sistema aeroportuale che privilegi, nelle aree periferiche, gli scali merci, turistici e stagionali.
22. istituiremo almeno due case da gioco (ad occidente e ad oriente), a supporto dell’economia turistica, affidandone la gestione a una società mista, con capitale pubblico e privato.
23 rivendicheremo un’azione decisa del governo nazionale e dell’Unione europea per porre fine al triste, incontrollato fenomeno degli sbarchi di clandestini sulle nostre coste (25mila solo lo scorso anno!) e per garantire il diritto a un sostegno finanziario regionale a supporto di più adeguate politiche di integrazione per gli immigrati regolari.
24. chiederemo il rinvio dell’apertura della "zona franca" nel Mediterraneo, prevista per il 2010, che troverebbe la Sicilia ancora impreparata a competere con i Paesi della stessa Area di libero scambio
Credo che tutto questo sia sufficiente per invitarvi a votare NELLO MUSUMECI come presidente della Regione Sicilia. Via Cuffaro...e via anche la Borsellino! |